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Il mio Blog

Ciao a tutti!
Era il 14 Settembre 2010 e io scrivevo il mio ultimo articolo su questo blog.

Beh oggi voglio scrivere quest’altro articolo solo per dirvi che al momento il blog è sospeso
fino a data da destinarsi… Chissà! Forse lo sposterò per ingrandirlo o forse lo farò rimanere
qui, immutato nel tempo a testimonianza di esperimenti “giovanili”!

Non mi rimane che rimandarvi al mio nuovo website: .

A presto (forse)…

Nicolò

Selezionare tutti gli amici di facebook in un colpo solo per invitarli ad iscriversi ad una determinata pagina di fan, ad gruppo o ad un evento, è una delle domande più richieste nella rete. Fino ad oggi circolava su internet una guida che suggeriva all’utente di caricare la pagina in cui veniva richiesto di selezionare gli amici, a cui doveva essere inviata la richiesta, e in seguito inserire una stringa (che altro non era che un comando java) che permettesse allo stesso utente di selezionare in un sol colpo tutti i suoi amici. Da qualche tempo questo espediente non funziona più; infatti nonostante si provi ad inserire la stringa, il risultato non è quello desiderato, infatti non succede proprio nulla. Ma non disperate, ho qui per voi un altro modo che vi risparmierà decine e decine di click inutili. Vediamo insieme come riuscire a svolgere quest’ operazione nel utilizzando google chrome.
• Il primo strumento di cui abbiamo bisogno è il browser Chrome di Google; scaricatelo ed installatelo.
• Dopo aver effettuato questa operazione, abbiamo bisogno dell’ estensione Facebook Invite All, cliccate sul pulsante blu Install ed installate.
• Riavviate il browser Chrome e recatevi alla pagina di Facebook dei fan del mio blog.
• Se non siete ancora membri, cliccate sul pulsante “Iscriviti” in alto accanto al nome del gruppo e in seguito cercate la voce “suggerisci gruppo agli amici” che si trova sotto la foto del profilo.
• Apparirà la solita finestra per suggerire la pagina agli amici ma, questa volta ci sarà il bottoncino “Toggle all” che, se cliccato, selezionerà per voi tutti gli amici in un solo colpo.
• Ora non vi resta altro da fare che cliccare su “Manda inviti” ed il gioco è fatto.
Quindi se non vi piace utilizzare ill Chrome, potete sempre lasciarlo installato, scegliendo di non metterlo come browser predefinito, e utilizzarlo solo per gli invii delle richieste d’iscrizione.
Non mi resta che augurarvi un buon invio…

P.s.
Questo è un post pericoloso, nel senso che le informazioni che vi ho appena dato, nelle mani delle persone sbagliate, possono fare molti danni, quindi sono molto combattuto fra il pubblicarla o no. Ho deciso di pubblicare comunque questo post, perché, semplicemente, ognuno è responsabile delle sue azioni e ritengo che la libertà di scelta sia una cosa fondamentale; non fate stupidaggini né usatelo per fare spam, facebook potrebbe disattivarvi l’account.

Nicolò

Ciao a tutti…
Questo è il mio primo tutorial in materia di trasmissione audio ed inoltre è moltissimo tempo che non scrivo sul mio blog a causa impegni che gravano continuamente sul mio tempo libero.
Trasmettere in streaming, per soli amici oppure a livello professionale, è un processo abbastanza tortuoso e molti Dj alle prime armi si sentirebbero scoraggiati a intraprenderlo.
Ma niente paura! Grazie al mio tutorial questo non sarà più un problema!
Scrivo questo tutorial solo perchè un caro amico (Pippo) ha bisogno di aiuto… =)
Allora, nel tutorial che segue imparerete a trasmettere con successo un flusso audio mp3 in streaming sul vostro server e creare così una personale webradio da far ascoltare ai vostri amici o per rendervi famosi!
Ma adesso passiamo al sodo.
DI COSA ABBIAMO BISOGNO
Vediamo gli ingredienti necessari alla realizzazione del nostro impasto musicale:

1. Un po’ di buona musica;
2. Un software per mixare (nell’articolo tratterò separatamente i software Virtual Dj e Traktor Pro);
3. Un server per la webradio;
4. Eventuali server di supporto.

IL SERVER WEBRADIO?
A cosa serve un server (che bel gico di parole, eh?)? Tralasciando dettagli prettamente tecnici, un server è una macchina, locale oppure remota, incaricata di servire appunto tanti client (altre macchine) con un dato servizio.
Nel nostro caso, il servizio è la musica in streaming, vale a dire scaricata ed ascoltata nello stesso momento in cui la si scarica. Ciò significa, per esempio, che un Dj può fare una sessione di musica mixata in diretta e gli ascoltatori possono riprodurre la musica quasi in tempo reale (in genere con un ritardo di una ventina di secondi da quando è stata trasmessa al server).
Se consideriamo un numero abbastanza elevato di ascoltatori però (diciamo 3-4), la nostra linea ADSL non è in grado di trasmettere musica abbastanza velocemente a tutti e quattro gli ascoltatori. Per esempio, se trasmettiamo uno streaming mp3 a 128 Kbps e la nostra banda massima in upload è di 256 Kbps (caso tipico: 384 Kbps con Alice 7 Mega), significa che al massimo saranno 2 le persone che potranno ascoltare lo streaming. Infatti stiamo inviando dati a 2 persone, ciascuno a 128 Kbps, in totale 256 Kbps, saturando tutta la banda disponibile.
Ed è qui che entra in gioco il server: in linea di massima i server sono dotati di una banda eccezionalmente larga ed in grado di avere migliaia di connessioni contemporaneamente. Quello che noi faremo sarà inviare uno streaming audio al server a 256 Kbps di qualità, e poi il server fungerà da “ripetitore” per tutti i nostri ascoltatori. Vale a dire che noi invieremo la musica al server, e poi il server invierà la musica a tutti i nostri ascoltatori, perché la sua connessione è infinitamente più veloce della nostra.
Spero di aver chiarito il concetto pur non essendo andato a toccare tasti molto più noiosi e tecnici.
OK, ABBIAMO BISOGNO DI UN SERVER, QUALE SCEGLIAMO?
Bella domanda! Esistono moltissimi servizi che ospitano webradio, la maggior parte dei quali sono a pagamento e offrono numerose radio contemporaneamente, oltre ad altri servizi non molto utili.
Ma come sappiamo internet è anche il luogo dove tutto è gratis, e basta cercare un po’ per trovare quello che si vuole, gratuitamente e in modo assolutamente legale.
Per vostra fortuna vi ho risparmiato la ricerca:

http://www.listen2myradio.com/

Listen2MyRadio è un sito ottimo per il servizio (sebbene abbia dei difetti minori e sia pieno di pubblicità). É gratuito il servizio di base, ma può anche essere aggiornato a un servizio premium. Comunque il servizio gratuito è ottimo. Per il tutorial prenderò come esempio questo sito.
Per prima cosa registriamoci al sito. La procedura è indolore e non occorre che ve la spieghi.
Seconda cosa, effettuiamo il login sul sito e nel pannello di controllo clicchiamo su Radio Installation. Compare la schermata di installazione della radio.
Su broadcaster password e admin password inserite la vostra password, per il tutorial inserite “hackme” e come nome della radio “MyRadio”.
Potete ovviamente cambiare questi valori quando volete.
Sotto, a Radio Url, metteteci il nome del vostro dominio di terzo livello, qualcosa che vi identifichi.
Già immagino che molti mettranno “SonoErMejoDj”… =)
Quello che inserite, completo del resto dell’indirizzo, sarà l’indirizzo dal quale i vostri ascoltatori potranno ascoltare la musica in streaming.
Cliccate un Install et-voila! La radio è stata installata con successo.
Nota bene: il sito dice che il procedimento di installazione può richiedere fino a tre ore ma di solito è molto più breve! Spesso istantaneo! Perciò non sbuffate e nel frattempo seguite il resto del tutorial.
A questo punto vi potrebbe essere presentata una lista di server alla quale appoggiarsi. Il mio consiglio è di scegliere quello che è più vicino a dove abitate voi (nella pratica credo che il più vicino sia nel Regno Unito).
A questo punto attendete un email di conferma con i dettagli della vostra webradio, che dovrebbero includere indirizzo ip del server e relativa porta. Se non dovessero esserci, dal pannello di controllo, cliccate su Radio Details.

L’indirizzo IP e la porta sono in questo formato:
15.129.250.58:7350
dove 15.129.250.58 è l’indirizzo IP, e 7350 è la porta.

Indirizzo IP e Porta sono separati dai due punti. Conservate queste informazioni per quando allestiremo la webradio.
NOTA IMPORTANTE:
Prima di insegnarvi a trasmettere, chiariamo un piccolo aspetto:
sia la vostra macchina che il server sono dotati di indirizzi IP, e sono BEN DIFFERENTI tra loro! Quello che faremo sarà connettere la vostra macchina al server. Per connettere la vostra macchina e inviare flusso di dati, tale flusso dovrà uscire da una porta sulla vostra macchina. Nel tutorial useremo la porta 8000 e la 8002, che vi ricordo sono le porte di USCITA del vostro PC e non quelle di entrata del server, che sono DIVERSE. Assicuratevi di avere sbloccato le porte sul firewall!!! Lo stesso dicasi per i programmi che userete.
TRASMETTERE CON VIRTUAL DJ
Trasmettere con virtual DJ è estremamente semplice. Dalla finestra principale, clicchiamo sul pulsante Record, poi sul pulsante Broadcast, poi sul pulsante Config. Si apre una finestra di dialogo. Scegliete, alla voce Format, Shoutcast (Mp3) con Bitrate 256 Kbps (consigliato, meno se avete una banda in upload più piccola). Dunque scegliete broadcast to a radio server. Inserite Indirizzo Ip e porta del server (nell’esempio erano rispettivamente 15.129.250.58 e 7350), in Name inserite il nome della radio (“MyRadio”), password “hackme” e Genre “musica per le orecchie” (ok, quello che vi pare ).
Cliccate su OK, andate sul sito di listen2myradio, fate l’accesso e cliccate su On/Off, dunque sul link Turn On. Tornate su Virtual Dj e cliccate su Start Recording. se non ci sono errori ci sarà scritto Broadcast Server Running. Il gioco è fatto! avanti con la musica!!!

Buon mixaggio a tutti!!!

P.s.
per quanto riguarda la SIAE vi invito ad informarvi sulle norme vigenti… Anche se credo che non controllino le web-radio è sempre bene informarsi. A tal proposito vi ricordo che l’autore del post declina ogni responsabilità per danni causati a cose, persone (o portafogli vari =)) dall’uso improprio del tutorial…

Nicolò

Quante volte ci è capitato di acquistare servizi, giochi o programmi su Internet saltando a piedi pari quella noiosissima parte del contratto scritta a caratteri minuscoli?
Avanti, chi le legge mai, le clausole.
Tutti almeno una volta abbiamo messo una spunta senza pensarci su due volte.
“Male che vada (pensiamo di solito) mi arriveranno un paio di e-mail indesiderate da cestinare”.
Chi però il primo aprile 2010 ha acquistato qualcosa da GameStation (un negozio di giochi online) potrebbe aver commesso una leggerezza di quelle fatali: una delle clausole comprendeva la cessione dell’anima a titolo sempiterno e incondizionato. Proprio così: nell’era cibernetica non si vende l’anima solo al diavolo, ma anche ai siti internet.


Forte no?
Ecco cosa diceva la clausola:


Concludendo un ordine su questo sito il primo giorno del quarto mese dell’Anno Domini 2010, l’acquirente ci garantisce un’opzione non trasferibile per reclamare la sua anima immortale, ora e per sempre. Qualora decidessimo di avvalerci di tale opzione, l’acquirente accetta di cedere la sua anima immortale, e di rinunciare a qualunque pretesa su di essa, entro 5 (cinque) giorni lavorativi dal momento della ricezione della comunicazione scritta inviata da gamestation.co.uk o da uno dei suoi servitori autorizzati


Spiazzante.
Non è certo la prima volta che qualcuno ci casca: la storia è piena di casi di anime perse, vendute o strappate, a partire dal Dr. Faust, passando per Keanu Reeves nell’inquietante L’avvocato del diavolo, fino ad arrivare a Homer Simpson (a cui basta in cambio una ciambella) e a Bart, che cede la propria anima all’amico Milhouse per poi pentirsene amaramente e riaverla indietro entro la fine dell’episodio.
Ma questa volta non c’è finzione. Chi ha accettato i termini dell’accordo e non ha cliccato l’apposita opzione per salvarsi (e guadagnare nel processo un buono da 5£), si prepari a rinunciare per sempre alla sua anima.
E quindi, come vuole la tradizione tradizione, si accetta la dannazione eterna, il fuoco, il dolore ecc ecc.
Paura?
In realtà potete stare tranquilli: GameStation ha dichiarato che renderà il pieno possesso delle anime ai 7500 ex proprietari.
L’intento, oltre a realizzare un (ben riuscito) pesce d’aprile, era sollevare un dibattito sull’attenzione scarsissima che l’utente medio presta durante la fase di sottoscrizione di un contratto.
Pare che, di tutti i clienti che in quel giorno hanno fatto acquisti sul sito inglese, solo il 12% abbia badato a non includere nel pagamento la propria essenza immortale.
A quanto pare ormai non sappiamo proprio cosa farcene…

Nicolò

Potrebbe essere lo scoop tecnologico del secolo!!!
Ma potrebbe anche essere la cosa più diabolicamente perfida mai escogitata per far parlare di sé…
La storia ha dell’incredibile, e proprio per questo potrebbe essere molto vera, ma non come la raccontano i suoi protagonisti.
Quello fotografato da Gizmodo (la foto qui viene dal sito americano) è uno degli oggetti tecnologici più attesi:

Il nuovo segretissimo iPhone, l’iPhone 4G, che Apple ha annunciato per giugno.
E chi conosce Apple sa quanto siano paranoici in fatto di segretezza e sicurezza dei loro nuovi prodotti: nessuno a parte il capo della Apple Steve Jobs può vederli prima del lancio ufficiale, a stento li fanno tenere in mano a chi ci lavora.
E se questa storia è vera, fanno bene.
Ma cosa è successo? Come il segreto è finito in mano a uno dei più agguerriti blog tecnologici?
Quell’iPhone, si dice, è stato perso in un bar di Redwood City, in California, a una trentina di chilometri dalla sede Apple. Qualche bicchiere di troppo, si paga, si esce e il telefono rimane sul tavolo. Succede…
Ma non poteva, e non doveva, succedere con quel telefono; quel telefono non doveva essere perso.
A prima vista sembrava un normale iPhone 3GS.
Uno dei clienti del bar seduto lì vicino ‘smanetta’ un po’ con il cellulare e vede che il legittimo proprietario ha lasciato aperta la sua pagina di Facebook dopo aver aggiornato il suo status.
La pagina del noto socila network è a nome di Gray Powell.
Rintracciarlo sarebbe stato facile.
Il ragazzo (un bravo ragazzo) prende in consegna l’iPhone per restituirlo l’indomani e va a casa.
Ma la mattina dopo l’iPhone non si accende più: morto ma non scarico. Semplicemente bloccato, inutilizzabile, praticamente un fermacarte. Mistero. È un giallo.
Soprattutto perché a guardarlo bene quello non è un normale iPhone…
È diverso: più grande, con una fotocamera mai vista prima e altri dettagli che non mentono ad un occhio esperto.
Quello è il nuovo iPhone!!!
E così l’oggetto più segreto del 2010 finisce nella mani di Gizmodo, che lo testa, lo analizza e ne pubblica foto e video spiegando come è stato rinvenuto e ipotizzando che sia stata la stessa Apple a bloccarlo “a distanza” dopo aver realizzato che uno dei suoi dipendenti lo aveva perso.
Sembra proprio una misura di sicurezza per evitare che altri segreti venissero svelati. Sembra una cosa normale.
Ma qui cominciano i dubbi.
Davvero pensiamo possibile che un dipendente Apple, succube del terrificante Steve Jobs, avrebbe portato fuori dalla segretissima base di Cupertino il nuovo iPhone?
Gizmodo ha anche provveduto ad accertarsi che il malcapitato, il Software Engineer Gray Powell, fosse ancora vivo e che non abbia subito l’ira funesta di Jobs, gelosissimo dei suoi segreti e noto per essere un “boss” geniale ma terribile, che pretende il massimo da tutti e non si fa scrupoli a terrorizzare i suoi dipendenti.
Gray esiste ed è vivo (per fortuna), ma il dubbio rimane.
Secondo alcuni l’iPhone 4G è stato rubato alla Apple e poi rivenduto a Gizmodo per 5000 dollari.
Questo spiegherebbe perché un altro blog, Engadget, abbia pubblicato le immagini dello stesso iPhone poco tempo prima. Insomma un furto in piena reogla, con il tentativo di rivendere l’oggetto al miglior offerente.
Ma la teoria che più mi sembra verosimile è un’altra: se fosse tutta pubblicità?
Apple sa il fatto suo…
Sa quello che fa: proviamo ad immaginare che abbia “perso”‘ il nuovo iPhone apposta perché rimbalzasse sui siti di mezzo mondo (cosa che è successa alla velocità della luce) facendo tanta pubblicità GRATIS al suo nuovo gioiellino.
E intanto si testa anche l’opinione dei più appassionati, che stanno scrutando ogni millimetro delle foto per trovare novità o difetti, dandogli un voto o involontariamente suggerendo alla Apple soluzioni nuove.
A Steve Jobs non la si fa!!! Eh eh eh!
E voi? Quale versione preferite?

Nicolò

Chi ha detto che per avere un fantastico biglietto da visita si devono sprecare soldi e tempo, andando in dei negozi specializzati???
Non è assolutamente vero!!!
Da oggi chiunque può “costruirsi” il proprio biglietto da vistita…
Come?
Vediamolo subito insieme… =)
Andiamo a questo link
Troveremo un biglietto esempio e delle righe accanto; possiamo riempire le righe decidento la grandezza del carattere e se la scrittura debba essere in corsivo o meno.
Quando abbiamo completato tutti i campi (o , se preferiamo, solo alcuni) possiamo caricare un logo o un immagine che più ci piace (cliccando su “upload logo”). Se decidiamo di non caricare alcun logo, la parte sinistra del nostro biglietto rimarrà completamente bianca.
Cliccando su “preview cards” possiamo vedere l’anteprima del nostro biglietto.
ATTENZIONE: solo dopo aver cliccato sul tasto anteprima apparirà il tasto per scaricare il file (in pdf) sotto il biglietto stesso (“download cards“).
Al fine del download avremo un foglio in pdf con ben dodici biglietti da visita pronti per essere tagliati e distribuiti.
Non temete di sbagliare nel taglio dei biglietti, perchè nella stampa appariranno anche delle comodissime linee guida che saranno utilissime.
Alla prossima!!!

Nicolò

Neanche il tempo di riprenderci dall’ultimo virus, e subito dobbiamo alzare nuovamente la guardia…
Infatti dopo “Koobface” un nuovo virus minaccia in modo massivo gli utenti di Facebook: i 400 milioni di iscritti al social network sono nel mirino di un’ondata di messaggi spam di posta elettronica potenzialmente molto pericolosi.
La minaccia informatica consiste in un software maligno di tipo “worm” che è in grado di sottrarre le password degli utenti ed è tornato a diffondersi sotto forma di un’e-mail proveniente da Facebook che segnala la necessità di reimpostare le proprie credenziali per l’accesso al social network.
La mail contiene un allegato con i nuovi dati di accesso che in realtà sono il codice maligno.
Una volta aperto, il file scarica automaticamente sul pc diversi tipi di programmi dannosi, compreso un virus di tipo “password stealer”;
il virus < è in grado di accedere a qualsiasi combinazione di username e password presente sul computer, dalle informazioni bancarie ai dettagli di accesso alle email> spiega Dave Marcus, esperto di sicurezza McAfee.
aggiunge Marcus < anche se solo il 10% degli utenti apre l’allegato si tratta di 40 milioni di pc infettati>.
Non è la prima volta che i criminali informatici prendono di mira Facebook, soprattutto considerando la proliferazione del ‘malware’ sui social network, aumentato del 70% solo fra gennaio e febbraio.
Il primo attacco condotto in modo massiccio fu attraverso il virus Koobface, un “worm” che si è autorigenerato, apparendo prima su Facebook nel 2008 e poi su Twitter e altri social network.
Koobface invitava gli utenti a cliccare su un link a un fantomatico video di YouTube, che invece provvedeva a lanciare un programma dannoso creato per appropriarsi di dati sensibili come i numeri delle carte di credito.
Varianti di questo malware hanno infettato oltre 3 milioni di computer nel mondo.
Di recente si sono invece moltiplicati soprattutto i tentativi di ‘infezione’ attraverso i cosiddetti link brevi lasciati nella bacheca di Facebook o in messaggi inviati privatamente.
Davanti all’aumento degli attacchi, Facebook è passata all’offensiva.
A gennaio ha siglato un accordo con McAfee per offrire un abbonamento gratuito per sei mesi ai suoi utenti per anti-virus e anti-malware, mentre a fine febbraio ha aggiornato le proprie regole di sicurezza e per la privacy, e adesso una pagina di allerta mette in guardia l’internauta quando sta per accedere a un link esterno a Facebook che potrebbe essere sospetto.
Stavolta però non è il servizio di messaggi interno a Facebook che viene violato, ma gli account di posta elettronica che gli utenti hanno associato al proprio profilo sul social network.

Nicolò

Oggi vi voglio parlare delle lotterie e di WIN FOR LIFE…
Alcuni la chiamano “tassa degli stupidi”, altri ci giocano tre giorni alla settimana e ogni volta passano ore intere a fantasticare sui sedili in pelle di coccodrillo dell’auto da corsa che compreranno quando saranno milionari.
Ma quante probabilità ci sono di azzeccare un 6 secco?
Poche, pochissime: è molto più probabile, ad esempio, essere colpiti da un fulmine mentre si esce dalla ricevitoria.
Non sto dicendo così per dire: le probabilità che durante un temporale un fulmine ci trasformi in un tizzone ardente sono una su 700mila, quella di sbancare il SuperEnalotto, invece, una su 622 milioni.
E che un meteorite colpisca la terra?
Ancora di meno: una su 40mila.
Insomma, prima di diventare milionario giocando una schedina potresti essere colpito da una saetta, annichilito da una roccia spaziale e magari precipitato in un incidente aereo.
Ma se decidete di investire 13.500 € potrete battere, statisticamente parlando, il meteorite.
Oppure potete optare per il nuovo Win for Life che sta diventando una vera ossessione nazionale.
Qui le probabilità di vincita sono decisamente più umane: una su 3,5 milioni per ottenere 4000 euro di stipendio mensile per 20 anni. Non a caso il gioco Sisal ha subito accumulato un successo enorme. A due settimane dalla prima giocata sono già stati raccolti 102 milioni di euro, dei quali 23,5 destinati all’Abruzzo e 66 in montepremi.
37 i premi ventennali vinti finora: 20 da 4000 € al mese, dieci da 2000 €, tre da 1333 € e quattro da 1000 € l’uno (fonte: lastampa.it).
Speranza o ossessione cha sia, sistemarsi per la vita giocando schedine rimane un’impresa difficilissima. Ma ciò nonostante gli italiani giocano come matti, e ora che la crisi è sulla bocca (e nelle tasche) di tutti, giocano ancora di più.
Ecco qualche dato: nel 2009 il giro d’affari ha toccato il miliardo e 500 milioni, un incremento del 270% rispetto al 2008.
I giocatori (dati ufficiali del 2008) sono la stragrande maggioranza nel Paese (82%) e sono in gran parte lavoratori dipendenti (il 42%) o precari (23,7%). Il 4,4% spende oltre 150 euro a settimana.
Il più giocato (sempre dati 2008)? Il Gratta e Vinci (61% dei giocatori), seguito a stretto giro da SuperEnalotto (50%), Lotto (41%) e lotterie (26%).
Beh e allora io mi fermo a riflettere… E penso…
Provateci anche voi…

Nicolò

Quest volta (la terza!), Pingping è morto davvero!!!
Nell’ultimo anno, infatti, Pingping era stato vittima di false voci circolate online sulla sua presunta morte.
Non una ma due volte il piccolo cinese era stato dato per morto dal Web e alcuni media avevano dato la notizia come vera.
Le falsi voci erano circolate l’ultima volta nel settembre 2009, partendo da Facebook, e alcuni siti web in giro per il mondo erano cascati nella ‘bufala’.
Alto 74,61 cm, Pingping aveva 21 anni. Si era sentito male due settimane fa proprio mentre registrava le nuove puntate dello Show dei Record: si è accasciato accusando forti dolori al petto. E’ rimasto in ospedale per due settimane ed è deceduto sabato scorso.
La direzione dello Show dei Record ha fatto sapere che sono state registrate due puntate prima che Pingping, protagonista assoluto, cominciasse a sentirsi male.
A darne la notizia è lo stesso Guinness World Record che saluta uno dei suoi portabandiera più famosi.
Di origini cinesi, Pingping He era anche stato scelto come testimonial del Libro del Guinness World Record 2009.
Le sue minuscole dimensioni erano dovute a una patologia, l’osteogenesi imperfetta, che impedisce la normale crescita delle ossa e dello sviluppo del corpo. Gli era stata diagnosticata da bambino ma solo nel 2008 è diventato famoso come uomo più piccolo del mondo. La famiglia di Pingping He ha chiesto che il corpo sia fatto tornare in Cina.
Allora non ci resta che salutare, questa volta per l’ultima volta, il nostro caro PICCOLO grande testimonial!!!

Nicolò

Avete mai pensato di creare un gioco in flash?
Se state leggendo questo articolo penso di si… ma ovviamente linguaggi e programmazione non facevano per voi e avete abbandonato il progetto.
Ma da oggi potete creare il vostro gioco in flash, in pochi minuti e GRATIS!!!
In questo caso sploder viene in nostro aiuto…
Sploder, infatti, è un sito che permette di creare in modo semplice dei giochi in flash simili a quelli presenti online su tanti siti. l servizio è completamente gratuito ma richiede la registrazione se si vuole avere la possibilità di salvare il gioco che si crea.
Sploder da la possibilità di scegliere tra due tipologie di gioco da creare che sono platform e sparatutto.
Una volta fatta questa scelta si accede all’editor in cui è possibile inserire i vari elementi del gioco come ostacoli, bonus, oggetti e nemici.
Una volta terminata questa operazione è possibile salvare il gioco che si è creato e provarlo.
I giochi che si possono creare sono piuttosto semplice ma si tratta comunque di uno strumento piuttosto interessante.
Ovviamente ci vediamo tutti su Sploder…
Per arrivarci CLICCA QUI!!!

Nicolò

Dopo un lungo periodo di astinenza… Torno a scrivere sul mio blog!
Sicuramente vi sarete accorti che di tanto in tanto Google cambia il suo logo.
Ovviamente lo cambia solo in occasioni particolari (per esempio oggi 7 marzo 2010 è l’anniversario della nascita di Manzoni) ma non ripete mai i suoi loghi.
Se avete voglia di vedere (e ri-vedere) tutti i loghi usati da Google in tutto il mondo, Doodlesource è il sito che fa per voi!!!
Doodlesource, infatti, è un sito che raccoglie tutti i loghi di Google che sono stati pubblicati in tutte le nazioni.
Infatti mentre alcuni loghi personalizzati sono uguali in tutto il mondo altri vengono solo pubblicati nelle nazioni interessate.
Se siete curiosi di scoprire loghi particolari che si sono visti in altri stati questo è il sito che fa per voi.
E allora che aspettate? Per arrivare al sito basta CLICCARE QUI!!!
Buona visione!!!

Nicolò

Lo stupro? Un gioco da ragazzi!

Non allarmatevi…
Non sono impazzito, voglio solo parlarvi di un gioco che ha catturato la mia attenzione.
Anche se non lo posseggo (e me ne vanto) e non ci ho mai “giocato” (e me ne vanto ancora di più), mi sono documentato su internet.
Oggi vi parlerò di RapeLay.
RapeLay è il nome del videogioco Giapponese che sta destando tantissime polemiche in tutto il mondo.
Il nome nasce dalla fusione delle parole Rape (Stupro) e Replay (Ripetuto) e lo scopo del gioco è quello di stuprare la prima ragazza minorenne che si incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre; in pratica il giocatore è chiamato a vestire i panni dello stupratore seriale.
Non è la prima volta che il gioco in questione finisce sotto i riflettori: già nel 2009 era scoppiata in Italia (dove RapeLay è comunque ancora oggi bandito dalla vendita) una polemica analoga, ed è da anni che il gioco suscita reazioni indignate in tutto il mondo e nella Rete.
Si tratta di un “eroge” (così si chiamano i giochi “erotici” giapponesi) della software house Illusion Soft, che possiamo riassumere con la descrizione “simulatore di stupro”.
Pubblicato nel 2006, il gioco offre, durante lo stupro, varietà di posizioni e resa in 3D esplicita e dettagliata.

“Farò richiesta alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di intervenire presso i gestori che attualmente offrono la possibilità di scaricare da Internet RapeLay, affinché rimuovano il gioco dalla rete”

Queste sono le parole del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rilasciate in occasione del Safer Internet Day.
Non capisco bene, però, come il ministro pretenda che il gioco sia rimosso dalla Rete…
Forse mandando la polizia postale a caccia di torrent e muli in giro per il mondo?
Forse facendo monitorare 1 miliardo di computer?
Infatti è attraverso il file sharing che “circola” il software, e bloccare l’accesso a siti web che permettono il download diretto del gioco non servirebbe a granché.
Paradossalmente, alla fine il risultato della chiamata alle armi della Meloni (a scoppio ritardato dopo tre abbondanti anni!) potrebbe essere quello di spingere qualcuno (che come me neanche avrebbe saputo della sua esistenza) ad andarsi a cercare RapeLay.
Non era meglio lasciare che cadesse nel dimenticatoio?
QUI trovate l’intervento completo della Ministro Meloni
QUI trovate un servizio effettuato dal TG2
QUI trovate un video del gioco (sconsigliato ai minori)

Nicolò

Parola d’ordine? Personalizzazione!!!

Windows 7 Start Orb Changer (sito ufficiale da dove effettuare il download gratuito) è un piccolo software portatile (quindi che non necessita di installazione) che consente di cambiare il logo di Windows 7 del menu Start in un solo click.
In qusto archivio (.zip) sono prefenti 2 eseguibili ed una cartella:
1) Windows 7 Start Orb Changer.exe – è il file eseguibile principale che consente di avviare il programma
2) La cartella Sample Orbs – Contiene 38 loghi in formato .bmp
3) r.exe – è invece utilizzato dal programma per sostituire il logo del menu Start predefinito con uno personalizzato.
L’utilizzo è molto semplice: basta avviare il primo file Windows 7 Start Orb Changer.exe con i privilegi di amministratore (tasto destro del mouse sul file/esegui come amministratore) e poi cliccare su “Change Orb” per scegliere un logo personalizzato.
Windows 7 Start Orb Changer funziona con qualunque versione di Windows 7 (a 32-bit e 64-bit).
Vi ricordo che i 2 file .exe “Windows 7 Start Orb Changer.exe” & “r.exe” devono rimanere SEMPRE nella stessa cartella di lavoro.
Inoltre vi consiglio di fare un backup prima della modifica (non si sa mai!!!)…

Nicolò

Cari amici lettori,
è da ben due giorni che non posto nulla sul blog, ergo oggi per stupirvi vi parlo di qualcosa di sensazionale!
Si tratta dell’ennesimo script per firefox che va a braccetto con greasemonkey (ne avevo parlato già in questo post)…
Sto parlando di Stylish…
Stylish è uno script che ci permette di cambiare la visualizzazione delle pagine web che preferiamo.
E’ un semplice script che va ad agire sulla sorgnte della pagina e, modificandola, ci fa apparire più gradevole la pagina che vogliamo.
Ovviamente è una modifica che avviene solo nella nostra postazione, quindi rimane in locale.
Da qui potete scaricare e installare lo script.
E qui trovate l’elenco completo degli userscript.
Una volta aperto il link potrete scrivere in alto a destra cosa vi serve e cliccare su “search”…
Comunque sia una volta installato lo script, riavviate firefox, andate nella pagina a cui volete cambiare fisionomia, andate in basso a destra (sull’icona di stylish), cliccate con il tasto destro e scegliete l’opzione .
Vi si aprirà una pagina con tutte le opzioni di visualizzazione possibili…
E allora che aspettate?
Buona personalizzazione… =)

Nicolò

Difendersi da virus e worm…

Un antivirus aggiornato consente di rimuovere e prevenire quasi tutte le infezioni virali.
Oggi vi illustro come proteggere il vostro computer con Microsoft Security Essentials (ecco il link per scaricarlo).
Prima di tutto installate il programma prelevabile dal sito della Microsoft ed avviatelo.
Prima di avviare la scansione, andate in “Aggiornamento” e cliccate su “Aggiorna”, in modo da scaricare gli update disponibili.
Spostatevi nel tab “Impostazioni” e, nel riquadro di sinistra, selezionate la voce “Azioni predefinite”. Impostate tutto su “Quarantena”.
Sempre in “Impostazioni”, selezionate “Microsoft SpyNet” e spuntate la voce “Livello avanzato”: così, ogni volta che MSE rileva e rimuove una minaccia, invierà un report a Microsoft con informazioni utili per il rilascio di nuove firme virus.
Fatto ciò, premete “Salva modifiche”.
A questo punto aprite la scheda “Home” e, nella sezione “Opzioni di analisi”, attivate la casella di controllo “Completa” e premete “Esegui analisi”.
Quando individua una minaccia, MSE mostra un riquadro da cui è possibile scegliere l’azione da compiere.
Cliccate su “Mostra dettagli”, selezionate la minaccia e premete di nuovo “Mostra dettagli” per leggere le informazioni.
Con “Applica azioni” i virus verranno messi in quarantena e, se siete sicuri che siano reali minacce, cliccate su “Pulisci computer”.
E’ degno di nota il fatto che questo programma lavora anche bene in parallelo con altri antivirus…
Allora…
Buona pulizia…

Nicolò