Non allarmatevi…
Non sono impazzito, voglio solo parlarvi di un gioco che ha catturato la mia attenzione.
Anche se non lo posseggo (e me ne vanto) e non ci ho mai “giocato” (e me ne vanto ancora di più), mi sono documentato su internet.
Oggi vi parlerò di RapeLay.
RapeLay è il nome del videogioco Giapponese che sta destando tantissime polemiche in tutto il mondo.
Il nome nasce dalla fusione delle parole Rape (Stupro) e Replay (Ripetuto) e lo scopo del gioco è quello di stuprare la prima ragazza minorenne che si incontra, le sue due sorelle e, infine, anche la madre; in pratica il giocatore è chiamato a vestire i panni dello stupratore seriale.
Non è la prima volta che il gioco in questione finisce sotto i riflettori: già nel 2009 era scoppiata in Italia (dove RapeLay è comunque ancora oggi bandito dalla vendita) una polemica analoga, ed è da anni che il gioco suscita reazioni indignate in tutto il mondo e nella Rete.
Si tratta di un “eroge” (così si chiamano i giochi “erotici” giapponesi) della software house Illusion Soft, che possiamo riassumere con la descrizione “simulatore di stupro”.
Pubblicato nel 2006, il gioco offre, durante lo stupro, varietà di posizioni e resa in 3D esplicita e dettagliata.

“Farò richiesta alla Polizia Postale e delle Comunicazioni di intervenire presso i gestori che attualmente offrono la possibilità di scaricare da Internet RapeLay, affinché rimuovano il gioco dalla rete”

Queste sono le parole del ministro della Gioventù, Giorgia Meloni, rilasciate in occasione del Safer Internet Day.
Non capisco bene, però, come il ministro pretenda che il gioco sia rimosso dalla Rete…
Forse mandando la polizia postale a caccia di torrent e muli in giro per il mondo?
Forse facendo monitorare 1 miliardo di computer?
Infatti è attraverso il file sharing che “circola” il software, e bloccare l’accesso a siti web che permettono il download diretto del gioco non servirebbe a granché.
Paradossalmente, alla fine il risultato della chiamata alle armi della Meloni (a scoppio ritardato dopo tre abbondanti anni!) potrebbe essere quello di spingere qualcuno (che come me neanche avrebbe saputo della sua esistenza) ad andarsi a cercare RapeLay.
Non era meglio lasciare che cadesse nel dimenticatoio?
QUI trovate l’intervento completo della Ministro Meloni
QUI trovate un servizio effettuato dal TG2
QUI trovate un video del gioco (sconsigliato ai minori)

Nicolò

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